DAE e SCUOLE

04.10.2013 16:02

Defibrillatori anche a scuola

per lo sport sicuro in palestra”

 

 

 
 
Al summit fra i presidi
la proposta lanciata dal Bona
biella

I pericoli della rete ma anche lo sport sicuro. Saranno gli argomenti all'ordine del giorno durante l'incontro di domani tra i 26 dirigenti delle scuole biellesi riuniti attraverso l'accordo chiamato Sbir (Scuole biellesi in rete). In particolare, i presidi si confronteranno sulle iniziative di sensibilizzare gli studenti sull'utilizzo improprio di social network come Facebook, e sull'acquisto di defribrillatori a servizio degli allievi nelle ore di ginnastica.

A proporle è stato il preside del Bona, Gianluca Spagnolo: «Ormai quasi tutte le scuole hanno una pagina "spotted" su Facebook, dove gli studenti lasciano messaggi anonimi. Il pericolo è che si sconfini in episodi di bullismo. Se per esempio un messaggio riguarda uno studente "fragile", le conseguenze possono essere disastrose. E spesso e volentieri da parte dei ragazzi c'è una mancanza di responsabilità sulla quale la scuola deve assolutamente intervenire. Noi ci stiamo già muovendo. L'idea è quella di capire se ci sono altri istituti a seguire il nostro esempio».

Sul sito del Bona è già stato pubblicato una sorta di «prontuario» a cura della Polizia Postale, nel quale sono spiegati i comportamenti ritenuti illeciti e i pericoli che possono derivarne.

E nel corso dell'anno ogni docente affronterà un aspetto dell'utilizzo dei social network nelle sue ore di lezione.

L'altra proposta del dirigente della scuola di via Gramsci riguarda l'acquisto di defibrillatori: «Oggi non ci sono vie di mezzo – racconta-. Ci sono ragazzi che praticano sport a livello agonistico e altri decisamente sedentari. Questi ultimi possono incorrere in conseguenze anche molto gravi sotto sforzo. L'idea è quella di prevenire queste situazioni e che le scuole acquistino uno o due defibrillatori ciascuna». Il costo di questi strumenti è si aggira intorno ai mille euro. E sarebbe difficilmente a portata degli istituti. Ma se tutti fossero d'accordo sarebbe più semplice ottenere sconti. «E' un discorso di economie di scala – conclude Spagnolo -. Anche i corsi che dovrebbero seguire insegnanti e bidelli potremmo organizzarli insieme e dividerne i costi».